Il volo delle 99 colombe

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Foodbloggers

A quasi un anno esatto dal terremoto che il 6 aprile scorso ha sconvolto la mia terra d’origine, dall’iniziativa di Artemisia e Lydia nasce questo bellissimo blog: http://99colombe.blogspot.com/ nato per supportare e diffondere a livello nazionale la straordinaria maestria dolciaria delle Sorelle Nurzia, il cui nome da sempre nella mia testa corrisponde al torrone più megastrepitoso che ci sia!!! E per questo mi unisco al coro e mi inserisco nei 99 blogger che parteciperanno a questa iniziativa!!

e ora non mi resta altro che fare un bell’ordine di prodotti!!! Non vedo l’ora di provare anche i loro biscotti!

La mia genovese

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Carne, Emozioni, Feste, Foodbloggers, Pappa, Pasta, Piatti tipici, Ricette, Sicilia, Viaggi

E rieccoci di nuovo tra le pagine di questo blog! E’ passata qualche settimana ormai e la Befana si è portata via tutte le feste in un battibaleno purtroppo! 10 giorni e poco più non sono sufficienti a godersi le persone care. E se ci si mette pure Trenitalia a farmi arrivare in nientepopodimenoche 12 ore da Milano a Pescara riducendo ulteriormente la nostra permanenza  in Abruzzo, ecco qua che le ferie si sono dileguate presto presto.

Siamo stati veramente bene e le mangiate si sono sprecate sia in Abruzzo che in Sicilia!! In Sicilia poi abbiamo visitato dei posti stupenti: Aci Castello, Aci Trezza, Acireale e la splendida Taormina con la superba vista dal teatro greco. A Palermo inoltre abbiamo fatto la conoscenza “reale” di un amico foodblogger che fin’ora era stata solo “virtuale”: Alberto dei blog Mangiare che passione e Save the world, save the blog! 2.0!!

Magari se riesco in un post successivo vi mostro un pò di foto dei bellissimi posti che abbiamo visitato e delle buonissime cose che abbiamo mangiato!

Per ora invece vorrei parlavi della genovese…un piatto che è talmente radicato nella tradizione della mia famiglia che ho scoperto solo da qualche giorno essere in realtà di orgine partenopea. Mia madre ha sempre fatto la genovese: ricordo come se fosse ieri gli enormi polpettoni morbidissimi messi a cuocere in questo fondo fatto con olio, vino bianco, acqua e un trito fine fine di sedano, carota e cipolla in grosse quantità! Il tutto, fatto andare per diverse ore, dava come risultato una salsa gustosissima che prendeva ovviamente anche il sapore saporito della carne e con cui poi mamma condiva anche della pasta fresca.. la morte sua ve l’assicuro. Non conosco quale sia la ricetta originale del ragù alla genovese, ma vi posso descrivere come ho provato a rifarlo io qualche giorno fa.

Tagliatelle fresche condite con ragù alla genovese

Ho passato al mixer due grosse carote, due belle coste di sedano bianco, e uno scalogno di media grandezza. Ho fatto soffriggere il tutto per un paio di minuti in abbondante olio evo, un bicchiere di vino bianco e un bicchiere di acqua. Ho poi aggiunto un rollè già pronto di tacchino ripieno di spinaci e ho fatto andare la cottura a fuoco molto basso per circa un’ora e mezza dopo aver salato il tutto. Ho condito con il ragù alla genovese delle tagliatelle fresche…e vi posso dire che mamma sarebbe stata orgogliosa di me!

Tagliatelle "alla genovese"

Ps. quando ho parlato a Grimmo della genovese mi ha detto: ah conosci anche tu il dolce siciliano che si chiama genovese?? ;) Ehm ovviamente nessuno dei due conosceva l’esistenza dei due piatti!

Aggiornamento!!

Con questo ragù partecipo al concorso La tagliatella nazionale de La Cucina Italiana

Eredità

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L’eredità culinaria che ho ricevuto dai miei genitori è fatta di piatti semplici. Una vita passata in mezzo al cibo la mia, inevitabilmente, vista l’attività dei miei.

Si parte dal bar con i tentativi riusciti discretamente  di gelateria artigianale di papà e si passa agli impasti e alle farciture delle pizze e dei tramezzini delle molteplici pizzerie che hanno gestito… e non stanchi di farlo di mestiere, una volta a casa si ricominciava a cucinare alla grande! La pasta all’uovo tirata da papà, i ravioli dolci con la ricotta di mamma, rimasti peraltro ineguagliati! I panettoni farciti a Natale, i brodi col cardone  e le polpettine, il cace e ove! Per non parlare delle immancabili scampagnate domenicali al paese di mamma a Vacri, dove mica si poteva andare senza esserci portati il mitico timballo di scrippelle e gli arrostici da cuocere al momento, magari accompagnati dai peperoni arrosto?

Queste eredità me le porto scolpite nel cuore e nella mente, a maggior ragione ora che la mia famiglia sta invitabilmente andando in pezzi. I ricordi maggiormente vividi sono legati alle varie pizzerie che i miei hanno avuto, all’odore dei condimenti per la pizza, al profumo indimenticabile del pomodoro condito in grossi recipienti con olio sale e origano che io di nascosto “bevevo” dall’enorme mestolo!  Inevitabilmente nella mia testa “pizza” significa pizza al taglio fatta dai miei, non ci posso fare niente..nessuna pizza sarà mai come la loro.

In ricordo quindi di una delle loro mitiche farciture, qualche tempo fa ho fatto la parmigiana di zucchine. Infatti tra i cavalli di battaglia dei miei c’erano la pizza parmigiana di melanzane e quella parmigiana di zucchine! Immaginate un pò che bomba calorica! Però erano meravigliose ve lo assicuro. In memoria di papà e in onore di mamma eccola qua, la mia di parmigiana.

parmigiana1

parmigiana2

Riflessioni post…

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo

E’ dal 6 aprile scorso che avrei voluto mettermi davanti a questo schermo a buttare giù le riflessioni che mi ronzano in testa, ma gli eventi sono stati così drammatici e hanno toccato la mia famiglia così da vicino che non ho avuto molto tempo da spendere. Oggi dopo 10 gg dalla catastofe che ha colpito la mia regione eccomi qua davanti a questa luce splendida, al verde delle piante rigogliose di primavera del mio giardino e alle nuvole di panna che scorrono veloci davanti agli occhi a scrivere. Come facevo tanti anni fa ad Urbino, con le orecchie piene della musica di Carmen e la mia penna tra le mani a buttare fuori l’anima..

Terremoto di Marche e Umbria 1997..scosse continue anche se abbastanza lontane dall’epicentro, con l’ansia continua che ci induceva a scappare dalla sala studio dei collegi universitari dove abitavo al minimo accenno di tremore della terra, oppure uscire, io e  le mie sette compagne di blocco, all’unisono dalle nostre stanze per l’ennesima scossa alle 3 di notte e finire a prepararci due spaghi per sdrammatizzare il tutto..Troppo vivi nella memoria questi ricordi, troppo giovani le vite di quegli universitari strappate a causa di cosa..a causa di nefasta casualità o per l’incuria degli uomini..la Casa dello Studente..un simbolo che porto dentro scolpito a fuoco nel mio cuore perchè io alla casa dello studente ci ho vissuto, ci ho passato forse i 5 anni più incredibili della mia vita. Pensare che quelle giovani vite sono  state tanto simili a quella che ho condotto in quegli anni ancora mi sconvolge..ancora non mi sembra vero che mio nipote da lì non molto distante è salvo solo per un giro benevolo del fato.

E un’altra ferita nel mio cuore, oltre alla mia terra devastata e ai miei corregionali morti nella tragedia, l’ha aperta il colpo che le tante opere d’arte hanno subito per questo terremoto..la mia è una regione sconosciuta ai più, che solo ora al momento della tragedia si è palesata agli occhi della nazione per le sue bellezze ora purtroppo irrimediabilmente compromesse..tutte le chiese dell’Aquila distrutte, la Basilica di Collemaggio rovinata, la torre medicea di Santo Stefano di Sessanio sbriciolatasi come biscotto. Per fortuna il mio beneamato Castello di Calascio ha resistito, dall’alto dei suoi 1600 metri di altezza e dopo aver dovuto affrontare il tremendo terremoto del 1703 che ha devstato il borgo medievale ai suoi piedi..lui ha resistito, secondo me è un simbolo, un segnale che bisogna rialzare la testa e ricominciare dopo aver pianto a lungo i nostri morti. Il luogo dell’Abruzzo che di più amo in assoluto ha resistito e io sono fiera della mia terra e della mia gente che con tanta dignità sta affrontando una così immane catastrofe.

Ho un grosso rammarico, quello di non aver mai visto la città dell’Aquila, non ho mai visto il capoluogo della mia regione e un pò me ne vergogno..perchè purtroppo non la vedrò mai più nel suo splendore, con le sue stradine e le sue chiese intatte e i suoi abitanti forti e gentili come la roccia del nostro Gran Sasso scevri dalla paura che questo dramma ha insinuato nelle loro vite.

Voglio chiudere queste mie riflessioni mostrandovi con orgoglio un rustico pasquale tipico della mia regione e io che amo alla follia: i fiadoni. Era la prima volta che li facevo e mi sono venuti davvero bene.

I fiadoni abruzzesi, pecorino, parmigiano e caciotta dolce

I fiadoni abruzzesi, pecorino, parmigiano e caciotta dolce

La fiera delle crostate!

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Dolci, Emozioni, Pappa, Ricette
Marmellata di fichi d'Abruzzo

Marmellata di fichi d'Abruzzo e mandorle

Dopo tanti piatti siciliani anche il mio “orgoglio abruzzese” si fa sentire, quindi nelle ultime settimane mi sono cimentata in due crostate che sono venute molto diverse una dall’altra. Nella prima ho messo più lievito ed è venuta più alta e morbidosa, più torta che crostata devo confessare..nell’altra invece diciamo che mi sono impegnata di più, ho comprato una farina speciale per crostate e la frolla è venuta davvero ottima!

Vi starete chiedendo ma che c’azzecca l’Abruzzo con le crostate?? Effettivamente…Un pò c’entra però visto che per la prima e in parte anche per la seconda ho utilizzato una marmellata particolare di fichi d’Abruzzo e mandorle dal gusto tutto particolare!

In realtà il sapore molto deciso delle mandorle ha smorzato un pò troppo quello dei fichi. I fichi sono un frutto a me particolarmente caro perchè mi ricordano tantissimo la mia infanzia quando in campagna a Vacri da mio nonno li coglievamo direttamente dalle nostre piante e ne facevamo scorpacciate anche sul pane!! :)

Questa è la prima crostata:

Crostato numero 1
Crostata numero 1

E questa è la crostata numero 2!! Auguro a tutti un bellissimo week end!

Crostata numero 2

Comfort food: lo sformato di spinaci

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Emozioni, Pappa, Ricette

Questo è un altro piatto che mi ricorda l’infanzia, ma che proprio per questo difficilmente si riesce a riprodurre, che solo vagamente assomiglia a quello che mia madre in un battibaleno faceva per la mia gioia (e della mia numerosa famiglia): lo sformato di spinaci!! Me lo sono fatta spiegare da lei per filo e per segno, l’ho arricchito di mozzarella e sottilette, ma il sapore mica è venuto uguale?? Sigh sob! Va beh! Era comunque buono! Ma io ci riproverò, chi la dura la vince!!

Il procedimento è facilissimo. Lessate gli spinaci in acqua salata (io ho usato quelli surgelati), imburrate abbondantemente una pirofila e mettete il primo strato di spinaci, poi uno di besciamella, noce moscata grattugiata, fette di mozzarella e pepe, e via così fino all’ultimo strato su cui metterete delle sottilette:

Buona settimana a tutti!! Ah dimenticavo! Domani io e Grimmo andiamo a mangiare da Nicola Cavallaro in occasione di una serata con cucina tipica siciliana! Ci sarà da leccarsi i baffi non vedo l’ora!!

Comfort food: le polpette al sugo

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Carne, Emozioni, Milano, Pappa, Ricette, Riflessioni

Da quando vivo nel profondo Nord, vale a dire da 4 anni e mezzo ormai ho un problema. Un tremendo problema che mi affligge diciamo quotidianamente..da quando poi sto con Grimmo, questo problema si è accentuato. IL PANE. Questo è il mio problema. Pare che qui al nord (e non se ne dispiacciano i lettori nordici che mi seguono..) il pane debba avere sempre quella mollica evanescente, molliccia, poco saporita insomma e poco consistente.

Abbiamo provato ad acquistare decine di tipi di pane diverso, cambiando supermercato, panettiere..ma niente, anche il pane cosidetto “pugliese” che di solito si caratterizza per la crosta spessa e la mollica spugnosa consistente e con buchi, sembra pane all’olio. Tutto il pane a Milano sembra ridursi a pane all’olio.

Questo si riflette evidentemente sulla realizzazione di piatti che nel pane trovano il loro ingrediente principale, come le polpette. Questo piatto è a me molto caro perchè mi ricorda l’infanzia, perchè la domenica a casa mia non era festa se non c’era il mitico polpettone al sugo di Silvana (mia madre), la quale per rendere tutto il più light possibile :P era solita friggere in padella il mega polpettone e poi fargli continuare la cottura nei litri di sugo che la mia famiglia (siamo tantissimi!!) era solita consumare la domenica! Quel polpettone beh, è irriproducibile, sempre uguale da quando me lo ricordo, sempre uguale da 31 anni. Anche l’ultima volta che sono stata giù, cioè quest’estate, mamma ha fatto le polpette al sugo e il sapore era quello lì…(lacrimuccia).

Beh provando a rifare le polpette qui a Milano, potete ben capire quanto io mi possa infuriare quando mettendo a bagno la mollica di pane e mi ritrovi poi tra le mani un infimo pugnetto di mollica..altra cosa rispetto a quando la strizzavo a Pescara per aiutare mamma a farle. Il sapore delle ultime polpette che ho fatto era buono, si avvicinava abbastanza a quelle originali, ma la consistenza era troppo troppo morbida..per quella non c’è stato nulla da fare ahimè :( Mi resta solo aspettare di trovare finalmente un panettiere decente in cui acquistare un pane degno di questo nome..A proposito milanesi e non ma residenti qui, non è che qualcuno potrebbe venirmi in aiuto? Un nome di panettiere buono? Eh eh? Auguro un bellissimo we a tutti!!

Finti muffin!!!

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Amici, Dolci, Emozioni, Foodbloggers, Muffin, Pappa, Premi, Ricette

Brrrrrrrr che freddo! Qualche giorno fa un caldo ed un’umidità soffocante ci toglievano il respiro, poi da venerdì tutto ad un tratto l’autunno inoltrato ci è piombato sulle teste..alla faccia di chi dice che il Global Warming non esiste!! Queste nuvole grigie e minacciose mi fanno venire una voglia di starmene a casa sotto le coperte a dormireeeeeeee!! Altro che viaggio della speranza verso Monza invasa da tifosi del GP di questo week end!! :)

Quelli che vedete nella foto qui sotto sembrerebbero dei classici muffin al cioccolato…

in realtà se guardate più da vicino..

vi accorgerete della crosticina croccante che li ricopre e scoprirete che sono in realtà sono dei Brownies al doppio cioccolato e cannella!

Per 16 brownies

Fate fondere 100 gr di burro in una casseruola, aggiugete 100 gr. di cioccolato fondete fino a quando non sarà ben sciolto. A parte lavorate 3 uova con 150 gr. di zucchero finchè non diventeranno ben spumose, aggiungete il cioccolato con il burro e fuso ed amalgamate. Incorporate 200 gr. di farina setacciata e mezza bustina di lievito. Aggiungete una stecca di cannella spezzettata e altra cannella in polvere a seconda dei gusti (io ne ho messo mezzo cucchiaino!), e poi 50 grammi di gocce di cioccolato. Riempite i pirottini a metà e infornate a 180 gradi in forno ventilato ben caldo. Dopo 20 minuti controllate la cottura eh…mangiate!! :)

Vorrei poi ringraziare le mie 3 carissime conterranee che mi hanno da qualche tempo conferito altri premi!! Una è Tittina di In cucina con me che me ne ha assegnati addirittura due!!!

l’altra è  Essenza di Vaniglia che invece mi ha regalato questo premio:

E poi anche Verdepomodoro!! Anche lei mi ha assegnato il premio su menzionato Proximidade!! Grazieeeeeeeee ragazzeeeeeeeeeeeeeee!! Dovrei ora riassegnare tutti questi premi..ma io voglio donarli a tutti coloro che mi leggono e che mi lasciano un pensiero :)

Appunti di un viaggio "casalingo"

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Emozioni, Pappa, Piatti tipici

Ricominciamo tutto da capo…in questi giorni post rientro sono un pò distratta..diciamo che la testa è ancora bellamente in ferie e faccio danni..mi si è cancellato l’inizio di questo post! Porca miseria! Vabbè..per non parlare della macchinetta del caffè che l’altro giorno ho lasciato “fondere” sul fuoco per quasi un’ora attentando all’integrità della mia bellissima cucina nuova! Argh Argh!

Allora..dicevo, anzi scrivevo pochi minuti fa che la nostra permanenza abruzzese è stata molto poco movimentata. Il mio intento infatti era quello di stare il più possibile vicino a mamma che non vedevo da Pasqua. Sono riuscita però a far vedere a Grimmo i “travocchi” o “trabocchi” che caratterizzano soprattutto il litorale teatino ma che sono presenti anche a Pescara sulla Riviera Nord della mia città. Anche se la maggior parte sono stati ristrutturati e riadattati a locali, qualcuno presenta ancora l’antica parvenza di macchine da pesca imponenti e suggestive..soprattutto al tramonto:

e di notte con le luci della spiaggia e della città sullo sfondo:

Sarebbe stato davvero bello vedere queste “macchine” in funzione! Da vicino sembrano grossi ragni che tessono la loro tela, ma sono anche leggere ed armoniose.

E poi un giro a Francavilla al Mare con l’immancabile passeggiata sul pontile da cui coraggiosi ragazzi si tuffano! Quante volte da bambina al ritorno dalle domeniche trascorse nella casa di campagna della mia famiglia a Vacri  ci siamo fermati per un gelato e abbiamo percorso il pontile che però all’epoca non era così bello e moderno come ora!

Ora non voglio fare pubblicità alla mia Regione (hihihih) ma io e Grimmo ci siamo dilettati tantissimo con l’assaggio delle specialità di gelato di Caprice che merita una menzione vista la coraggiosa scelta di creare tutta una linea di gusti di gelato tipici della mia regione. Quelli che abbiamo assaggiato sono: Pecorino e miele d’acacia (fior di latte con granella di pecorino abruzzese e miele), Scrucchijate con marmellata di uva Montepulciano, Zafferano dell’Aquilano variegato all’arancia. Una vera meraviglia!! Se passate per caso da Pescara è da provare sicuramente!

Nella prossima puntata le foto della Valle D’Aosta e dei suoi prodotti tipici!

Prima di partire per un lungo viaggio…

Author: Excalibur  //  Category: Abruzzo, Dolci, Emozioni, Pappa, Ricette

(che in realtà tanto lungo non è..) tanti pensieri scorrono nella mente, tante immagini, tante preoccupazioni che ormai popolano la mia mente da quasi due anni, sempre lì annidiate in un angolo della testa come un pensiero fisso che ti accompagna fedelmente e non ti fa mai vivere tranquilla. E così saranno le mie ferie, poco spensierate, poco serene..spero almeno di godere della gioia dei miei nipoti e delle mie sorelle (e fratello) e di dare un pò di felicità a mia madre col mio (nostro) ritorno a casa.

Dopo la tappa “marittima” pescarese ci attendono 4 giorni di “montagna” valdostana, torniamo a Fénis dopo quasi 3 anni e lo scopo è quello di visitare finalmente il castello che l’altra volta aveva trovato chiuso per lavori e riposarci tra quelle splendide montagne :)

Vi auguro buone vacanze con questo matcha cake alla panna:

che voleva essere un tentativo (migliorato vista la presenza della panna al posto del latte) di quello che ho fatto un anno fa e che è rimasto ineguagliato uffa!! E’ venuto molto buono lo stesso, però la morbidezza e la delicatezza dell’altro non sono riuscita a riprodurle! Buone vacanze a tutti!!!

Ci rivediamo su queste pagine alla fine di agosto!!!